Calabria

Terra di sole, di mare, di tradizioni e di sapori antichi attrae a se milioni di visitatori. Incastonata tra due mari, la Calabria ha 800km di frastagliate coste, con meravigliosi abissi da scoprire, distese immense di verde e balconi naturali che offrono alla nostra vista una bellissimo panorama. La regione è, anche, un luogo dove riescono a sopravvivere secolari tradizioni.

La Storia

La regione conosciuta  come Calabria era anticamente abitata dai Bruzi, popolazione italica che visse qui tra VIII e VII secolo a.C. . Fu il primo insediamento greco che diede a questa terra il nome di BRETIA che in età romana divenne BRUTTIUM. I primi  colonizzatori greci fondarono le città di: Sibari, Reggio, Crotone e Locri. I Romani conquistarono la Calabria nel III secolo a .C., portando un periodo di equilibrio fino all’età imperiale, quando Augusto la unificò alla Lucania, provocando un decadimento economico e sociale. Con la caduta dell’Impero Romano la Calabria subì le occupazioni da parte dei Goti, dei Longobardi e dei Bizantini attorno al X secolo, che fondarono Catanzaro per difendere la costa dai Saraceni. Nel secolo XI fu la volta dei Normanni, che portarono alla regione un periodo di benessere grazie all’introduzione della lavorazione della seta. L’apice dello sviluppo economico ci fu sotto il governo di Federico II di Svevia. Le dominazioni che indebolirono la regione iniziarono con gli Angioini poi i Francesi e di seguito gli Aragonesi, che dal 1503 al 1734 sfruttarono brutalmente questa terra. I Borboni, che vennero dopo gli aragonesi, non si comportarono in modo molto difforme e a questo si aggiunse il terribile terremoto del 1783 che sconvolse la regione. Qui il feudalesimo ebbe vita lunga, infatti fu  Napoleone ad introdurre  la borghesia che sovvertì i criteri feudali ma che i Borboni con la Restaurazione ripresero fino al 1860 quando Garibaldi li sconfisse e la Calabria fu unita al Regno d’Italia con un plebiscito. Purtroppo negli anni successivi si sviluppò il brigantaggio, causato dalle condizioni sociali molto arretrate e da una misera presenza dello Stato, che seppe fare solo opera di repressione durissima senza sconfiggere questo atteggiamento malavitoso. Ancora oggi l’evoluzione di questi comportamenti sono visibili nella  malavita organizzata detta ‘ndrangheta, che ha  cercato e cerca di speculare sulle ingenti somme  di denaro pubblico che dovrebbero servire per rilanciare l’economia e il turismo di questa regione meravigliosa.
 
 
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