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L’arte autentica di Vincenzo Del Duca
Paesaggi riscoperti e reinterpretati attraverso un intenso impeto segnico e una sorprendentemente vivace tavolozza cromatica.
Così, Vincenzo Del Duca concepisce e realizza opere di piacevolissima ed originale composizione iconografica.
Al centro della poetica di Del Duca, in qualità di musa ispiratrice e di privilegiato soggetto da ritrarre e “scomporre” nella sua quintessenza originaria e archetipica c’è la natura ed il suo arcaico potere simbolico e magico.
Emblema della vita stessa che appare perlopiù scandita da un tempo interiore capace di mutare finanche la realtà stessa di uno spazio, di un luogo.
La natura è ciò a cui Vincenzo Del Duca dedica la sua arte, capace di prendere forma e di “tingersi” di palpitanti colori filtrati dalla mente di volta, in volta, in un processo di generazione di senso che procede per evocazioni e richiami spesso autentici desunti dalla realtà dei luoghi rappresentati.
In questo modo i paesaggi di Del Duca sono luoghi che si trasformano in spazi emblematici di lontana memoria, a cui alludere di essere stati o sognare di voler ritornare.
Un viaggio dentro e fuori dal sé, in cui l’artista rievoca intensamente la propria esperienza ed il proprio vissuto e riesce magistralmente a trasferirla sulla tela, dopo un tormentato processo di ricodifica e di rivisitazione della realtà da raffigurare, che nasce certamente dal profondo, dall’inconscio dell’artista e che si alimenta di un’innata e superba arte dell’introspezione, in grado di filtrare ogni accadimento e ogni cosa e di “magnificarla” in virtù di un processo di continua elaborazione e analisi interiore, che rappresenta l’anima profondamente meditativa e trasformatrice della realtà dell’artista.
Così, il paesaggio delle aspre e volitive colline del Cilento di infantile e adolescenziale memoria diventa una serie concentrica di spazi delimitati che ricordano le acerbe venature di un tronco d’ulivo, cui l’artista offre una complessa rappresentazione attraverso una tessitura compositiva e cromatica propria ed originalissima, fino a raggiungere esiti antifigurativi di apprezzabile unicità e valore espressivo.
Quasi a voler rappresentare un “non luogo”, Vincenzo Del Duca reinterpreta il reale ed i suoi elementi secondo processi scompositivi di matrice espressionistica che originano differenti livelli di significazione e di possibile lettura dell’opera.
La pittura di Vincenzo Del Duca esprime dunque una carica emotiva di cui l’artista ravvisa e conosce tutte le potenzialità espressive e le fa sue, padroneggiandole sin dai primi segni sulla tela, quasi a voler “incidere” lo spazio attraverso gesti segnici che talvolta delimitano e tal altra sembrano, al contrario, voler espandere la superficie pittorica ben aldilà e al di fuori della finitezza e compiutezza del quadro.
Un vero e proprio “caos” di primigenie emozioni che trapela in ogni opera e la rende sorprendentemente “vera” ed al contempo “fuori dal tempo” e dal determinismo della rappresentazione oggettiva del reale.
Il figurativo è pertanto rivisto in chiave simbolica ed espressionista, secondo una tecnica altamente caratterizzante.
Le opere di Vincenzo Del Duca sono quindi sempre estremamente riconoscibili, perché intimamente legate, connesse all’artista e al suo vissuto emotivo.
Occhi esperti e meno esperti riescono così immediatamente ad attribuirne l’autore, segno questo di una coerenza stilistica eccelsa.
Questa è da sempre una caratteristica che solo i veri artisti possiedono e di cui Vincenzo Del Duca può fregiarsi di possedere. Capaci cioè di essere riconosciuti ed apprezzati oltre ogni critica, anche attraverso cambiamenti di stile e di gusto, perché la loro arte è per l’appunto innanzitutto autentica.
Katia Girini
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