LE ANIME DELLA CINA

 

di Pierluigi Moressa

L’arrivo in Cina offre suggestioni mutevoli. Città di enormi dimensioni accolgono il viaggiatore: agglomerati immensi e anonimi che si attraversano col senso stupefatto di essere giunti in un mondo fondato su ritmi e consuetudini proprie. Il cielo plumbeo, spesso intossicato da uno smog che occulta l’azzurro, pare il preludio alle consuetudini di una vita fondata tanto sulla disciplina del partito quanto sulla scoperta del mercato e del profitto. La lunga traversata delle periferie apre lo sguardo sul nucleo più intimo e segreto delle città, dove la storia viene conservata. E sono i monumenti millenari la radice tuttora viva e feconda di uno spirito, che ha saputo innestarsi, attraverso le epoche, sulla linea del potere millenario, sullo stile degli imperatori di un paese che da sempre apparve misterioso agli occhi dell’Occidente.
Così, l’arte che illuminò il passato resta il biglietto da visita più suadente per la Cina del presente e del futuro.

Ci affidiamo soprattutto alle immagini per descrivere tre punti di osservazione della Cina, capaci di rendere conto della diversità che appartiene alle sue anime.


Pechino e la Città proibita
Estesa nel cuore della capitale, la Città proibita fronteggia Piazza Tianamen (la Porta della pace celeste), immenso slargo dominato dal mausoleo di Mao. L’immagine di un Mao sorridente campeggia sull’ingresso del recinto che prelude ai palazzi imperiali, segno di un’appropriazione popolare e politica dello spazio segreto, in cui il celeste impero esercitò la propria autorità. L’idea del mistero e del potere si coniugano in Oriente e offrono il senso minaccioso dell’inviolabilità, delle decisioni sulla vita e sulla morte assegnate al sovrano e alla divinità che egli incarnava. Così, l’armonia superiore cui è intitolato lo spazio più intimo della Città proibita divenne il modello e l’emblema da propagare al significato impresso dalla dinastia Ming alla propria potenza.


Xi’an e l’Esercito di terracotta
Fu nel 1974. Scavando un pozzo nella campagna presso la città di Xi’an, alcuni contadini compirono una scoperta sensazionale. Uno di loro trovò non l’acqua, ma avvertì improvvisa una mano che parve afferrarlo e trascinarlo agli inferi. Così, le statue di un formidabile esercito iniziarono a ritrovare la luce, quella che lo sguardo inquieto dell’imperatore morente, Qin Shihuang, nel 221 a.C. non voleva abbandonare. Migliaia di statue eseguite col privilegio di un’accuratezza estetica, senza pari in quei luoghi e in quel tempo, accolgono il visitatore, che può rendersi conto della composizione assegnata all’esercito imperiale, della sua dotazione in armi, cocchi e cavalli e soprattutto della fierezza con cui militi e arcieri, cavalieri e generali si mostrano disposti ad accompagnare l’imperatore nel suo eterno viaggio e a restare al suo fianco. Corteo funebre, per illustrare nel paese dei morti la potenza di Qin Shiang, l’Esercito di terracotta ha vinto la battaglia più ardua: quella contro l’oblio e la distruzione cui il tempo l’avrebbe condannato. Nascosto dalla terra, ha potuto essere conservato e conoscere nuova vita. Sotto una collina non lontana, l’imperatore dorme per sempre il suo sonno. Solo il vento interrompe il silenzio del luogo, quel silenzio che fa oggi trattenere il respiro di fronte alle schiere dei suoi armati, allineati e pronti a difendere il nome di Qin Shiang per molti secoli ancora.


Shanghai e  lo sguardo verso il futuro
Chi giunge a Shanghai dall’interno della Cina pensa di avere attraversato un confine. Ma non di confine geografico si tratta, bensì di un confine epocale. Sorta di frattura psichica fra il presente e il passato, Shanghai mostra il volto della nuova Cina e l’immissione dell’anima occidentale e produttiva nel tessuto del paese. Spazi commerciali e grattacieli, ardite costruzioni e distese di vie squadrate: la luce di quella che fu per vocazione la città della navigazione e del commercio apre la finestra su un mondo che si innesta sulla storia e ne compone un inconsueto diagramma. Se la costruzione di grattacieli e di edifici sempre più imponenti ha sottratto l’immagine di vecchi quartieri e di un modo di vivere fondato sulla solidarietà, la nuova Shanghai fa avvertire quanto l’anima della Cina abbia dovuto appropriarsi dello stile e del modello occidentale, fino a parlare la sua stessa lingua per conquistarlo.

Reportage fotografico


La città proibita - Veduta delle mura


La città proibita - ingresso


Interno della città proibita


La sala del trono imperiale


Shanghai: chiusura dell'Expo 2010 


I love Shanghai: un sentimento o un invito?

Shanghai: un profilo che annuncia il futuro

Shanghai - Scene di vita quotidiana

Shanghai: porta dell'Occidente

Xi'an - Danze attorno al mausoleo dell'imperatore

Xi'an - Esercito di terracotta: allineati per l'eternità

Xi'an - Esercito di terracotta: particolare

Xi'an - Esercito di terracotta - Strumenti armati per la battaglia

Esercito di terracotta - Il cocchio da guerra

Xi'an - L'esercito di terracotta

Piazza Tianamen - Monumento alla rivoluzione

Piazza Tianamen - Il Mausoleo di Mao

 

 
             
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